Il dialogo

Metamorfosi

Il lavoro è stato per me parte del naturale fluire della vita, come la vita stessa. Le eventuali motivazioni sono state sottoposte, giorno dopo giorno, naturalmente, ai casi del mio vivere quotidiano ... E se penso, giunto alla soglia dei sessant'anni di quali profonde trasformazioni sono stato testimone (e partecipe), ciò mi appare abbastanza evidente.

Cresciuto ed educato tra le due guerre -sottolineo la parola "educato" in quanto sono stato posto, ancora tenerello, in posizione critica, rispetto alle correnti di quegli anni, su alcuni punti rimasti poi per me fondamentali. (quali la dignità dell'individuo nella libertà, l'orrore della violenza e della guerra, della prevaricazione, per esemplificare)- ho poi vissuto la speranza di un avvenire da eldorado universale, immerso in una realtà fatta di banalità ed errori (dì valutazione, di scelta...). Ho attraversato esperienze positive e negative. Ho combattuto senza armi contro persone armate.

Per quanto riguarda il testo critico che meglio mi situa, non saprei indicarlo. Direi, tutto ciò che è stato scritto sul mio lavoro è stato un contributo: dagli scritti più accomodanti o cortigiani ai più astiosi, ma soprattutto quelli più critici, anche se talora solo parzialmente interlocutori; più doloroso il non scritto, il silenzio, la mancanza di dialogo, di scambio e di circolazione delle idee.


a cura del Centro Artistico Alik Cavaliere English translation English