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Sarebbe stato difficile ricostruire il significato delle parti di scultura
ritrovate dopo la morte di Alik, alcune ancora in cera, altre in fonderia,
altre in studio, più o meno elaborate, se Alik non avesse prima di
partire per Roma ordinato a un giovane artista del ferro, Enzo Santambrogio,
un'enorme gabbia di questo materiale, alta 5 m. È stato infatti
proprio Enzo a insistere che esisteva, oltre allo schizzo della gabbia
in suo possesso, anche uno straordinario bozzetto, di circa 70 cm., che
lui aveva visto personalmente. In effetti, approfondendo le ricerche, che
sembravano senza speranza, il bozzetto, che non si riusciva a trovare in studio,
è stato identificato nella grande installazione
Passato, presente... Pian Cordova, dove Alik stesso
l'aveva collocato nel montare l'opera per una mostra al Museo di Trento e
Rovereto.
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